"..non starò più a cercare parole che non trovo, per dirti cose vecchie con il vestito nuovo.." F.G.
aLbS
AnKoR
AuToRuN
bEsTeRbErG
BiDeT
BuBa
CoLaS
CoNiGLioCaTTiVo
CoZZa
FaNdAnGo
FC 1908
GaVa
GuArDaLiNeE
HaMiLToN
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jUppY
LiBri&LiBri
MaNiCaNgiNi
MiKe
MiMidEf
MiZ
MuK
NoRdOvEsT
PaNdA
PeP.
PiCChiVeRdi
PiNNo
ScReAm&sHoUt
SeTtOrE
SpaD
ma anche no
hanno tifato per me *loading* ultras
è evidente che la sottoscritta non abbia più molto da dire.. o semplicemente le cose che ha da dire non ha voglia di scriverle.. ecco, forse questa è la motivazione più azzeccata.
ho provato spesso ad aprire l'editor o il mio quadernino.. ma niente.. sono bloccata.. nessuna ispirazione.. ho solo voglia di leggere e ripensare al mio passato.. guardare un film e ricostruire il presente.. ho visto i Thrice, gente!
non vi so spiegare cosa immaginavo mentre urlavo le loro canzoni andando a lavoro.. ho atteso per qualche anno e finalmente ho sentito i brividi perchè li avevo lì a pochi passi e suonavano davanti a me! è accaduto e non ve lo so spiegare.. il tempo è volato via in un attimo.. come l'attimo che Dustin ha impiegato per cadere di faccia sulla sua chitarra e rischiare di compromettere tutto dopo appena tre canzoni.. il caso volle che la quarta canzone fosse the artist in the ambulance.. tutto splendido.

dopo una lunghissima attesa, finalmente domani andrò al concerto dei Thrice in quel di Milano.. non ho davvero parole per dire nulla.. non vedo l'ora che sia tutto finito. un pò come per una partita.. quando è finita si sta sempre meglio al di là del risultato..
...are you hanging on for hope?
tu scrivi..
ritorna prepotente l'argomento lettura nella mia esistenza.
non sono mai stata una divoratrice di libri e probabilmente mai lo sarò. non voglio vantarmi delle mie numerose letture perchè sarei solo una povera banfona. mi piacerebbe scrivere qui sopra la storia dell'ultimo mese.. giaceva sul mio comodino, da tempo immemore, un piccolo libretto.. qualcuno addirittura aveva imparato il nome dell'autore e ogni volta che mi vedeva, invece di chiedere come stavo io, chiedeva come stava Màrio de Carvalho.. e Màrio stava bene.. il problema era che questo benedetto libretto era composto da due racconti: uno di facile lettura e l'altro di difficile comprensione. trattavasi di libretto in lingua originale, permettetemi l'appunto. e niente, è rimasto lì per un anno e mezzo.. si stava trasformando in lettura incompiuta.
ciò di cui vorrei parlare, però, è un'altra cosa. sono riuscita a divorare un libro in una settimana. grandissimo traguardo! mi reputo la classica persona che piazza l'azione lettura in fondo alle priorità. un'italiana media. solo che leggere il libro di una persona che conosci in carne ed ossa, ribalta tutte le tue abitudini.. tant'è che non vedi l'ora che ci sia la pubblicità tra beautiful e centovetrine per avanzare di pagina, non vedi l'ora che tuo fratello esca dalla stanza per assaporare di nuovo il totale silenzio, non vedi l'ora di finire la cena per buttarti nel letto e leggere. cazzo. non ero più io. tante volte mi sono fermata, ho chiuso il libro solo per rendermi conto che il nome dell'autore fosse giusto..cazzo è lui. ho detto cazzo già due volte.. ha importanza?
una strana sensazione, qualcosa di inaspettato che ti rende comunque orgoglioso (o forse dovrei dire orgogliosa perchè sta succedendo solo a me) di non sai bene che cosa. i miei complimenti sono scontati perchè sono fottutamente di parte.. ti dico soltanto che sono in attesa della seconda uscita.
ebbravo!
ricordo quando ero piccola e mi svegliavo la domenica mattina.. sempre prima che suonasse la sveglia.. mi aspettava l'accoppiata catechismo+messa.. e mi svegliavo presto.. e mi ritrovavo a fissare per minuti e minuti lo spettacolo di luce che entrava nella stanza.. la tapparella non veniva mai abbassata del tutto in modo che durante la notte non ci fosse il buio totale. la mattina succedeva che la luce del sole filtrava attraverso i buchi della tapparella e proiettava sull'armadio centinaia di pallini luminosi.. li guardavo e li seguivo.. il moto della terra attorno al sole faceva sì che i pallini tremassero ed io rimanevo incantata e pensavo che non avevo voglia di andare a catechismo, volevo solo dormire.. forse era meglio andarci il sabato pomeriggio con tutti i miei compagni delle elementari..
qualche settimana fa mi sono svegliata presto ed era domenica mattina.. avevo voglia di leggere, di finire questo libro che prende polvere sul comodino.. qualcuno in stanza però non aveva intenzione di svegliarsi, fissavo i pallini gialli-arancioni sull'armadio e mi sono addormentata.
-LENTA METAMORFOSI-
dalle stelle alle stalle
dal risotto alla merda
dai sorrisi alle lacrime
dagli at the drive-in a vasco
-MA ANCHE NO-
fanculo
dedicated to capitan mootanda
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il tempo per postare il noiosissimo post che avevo in testa, l'ho avuto.
stasera.
non l'ho sfruttato.
sono in preda all'ansia.
mi dileguo.
è che ho male a tutte le ossa. sono indolenzita. e uno strano sorriso ebete dimora sulla mia faccia da ieri sera..
mi sento come se fossi stata abbracciata, strattonata o presa in braccio da chiunque..
mi sento come se avessi pianto di gioia per qualcosa a cui tenevo in modo particolare..
mi sento come se fossi stata in mezzo ad un focolaio di felicità..
mi sento come se avessi vinto un derby all'ultimo minuto.


capita così raramente di stare a casa da lavoro, che quando capita passo una giornata merdosa.. e allora piuttosto vorrei passare una giornata merdosa a lavoro e non a casa.
la pioggia è mista a neve fin da stamattina. ora è neve e basta. la mia macchinina, la guardo dalla finestra, è imbiancata. bianca sopra, nera sotto. non è il massimo dell'accostamento, ma non può nevicare blu.
quando ero piccola, mi piaceva la neve. la casa sembrava più calda, tutti i suoni erano soffici, le luci arancioni e mi perdevo fissando i fiocchi che cadevano.. l'effetto dei prati imbiancati.. i giochi con gli amichetti. adesso ho la patente, ho degli obblighi e la neve preferisco che stia sulle montagne!
il pensiero del ghiaccio sulle strade ha contribuito ad aumentare la merdosità di questa giornata.
l'acquisto di un libro dal titolo bizzarro ha fatto di me un'interista vera per il signore che mi seguiva alla cassa.. come se la sciarpa al collo non bastasse..
- oh, un'interista.. fa piacere.. -
- .. *imbarazzo* .. grazie.. -
non sapevo che dire..
la notizia che i Thrice suoneranno a Milano a fine gennaio, ha fatto di me una scema.
FdL
ero quasi convinta di non scrivere nulla e non parlare di questo fatto.
stasera però mi gira così..
l'altro giorno si è ufficialmente sciolto un gruppo storico della Curva Sud di Milano, la Fossa dei Leoni..
per chi non fosse dell'ambiente, informo che si tratta del gruppo più importante della Curva del Milan e, fanculo, lo scrivo pure con la lettera maiuscola! la notizia mi lascia senza parole, ovvio che sono dispiaciuta. ne hanno dato l'annuncio con un comunicato breve, senza troppe spiegazioni. le voci parlano invece di motivi soprattutto di natura politica. una tifoseria notoriamente di sinistra che si ritrova con un presidente di destra, (ehm) centro destra. è probabile che ci fossero dissapori all'interno del gruppo, è probabile che qualcuno abbia provato a dire la sua.. è probabile un pò di tutto. quello che fa schifo, però, è che per l'ennesima volta la fede calcistica viene messa da parte ed intervengono altri valori, se così vogliamo chiamarli. è proprio triste, ecco, è triste che una tradizione vada a farsi fottere per motivi che non le appartengono o che comunque non dovrebbero appartenerle. non si arriverà mai ad avere un calcio purificato e senza politica. si arriverà piuttosto e purtroppo al perfetto contrario. un calcio sempre più moderno e politicizzato. e questo, sinceramente, mi fa paura.
..IAN MCKAYE CHE SI PRONUNCIA IAN MECCAI..
tutti abbiamo dei sogni nel cassetto. qualche sogno non sta proprio nel cassetto.. diciamo che sta sul comodino perchè è meno segreto di altri.. quando ero bambina sognavo di vivere in America, negli Stati Uniti.. le bambine americane avevano la famiglia perfetta e la casa con le scale interne.. la loro cameretta era spesso in mansarda e la mamma faceva la spesa ed arrivava a casa con i sacchetti di carta e non con le buste di nylon..
durante la crescita, ognuno di noi, modella il proprio carattere, la propria personalità e iniziano a nascere le passioni che ci accompagneranno per tutta la vita o per buona parte di essa. ho abbandonato il sogno di essere una bambina americana.. ora sogno di vedere l'inter vincere uno scudetto, una champions league, una coppa intercontinentale.. oh, ognuno ha i propri sogni!
e poi c'è la musica, grande compagna. è importante la sua presenza, ma dev'essere la musica che mi piace, quella che voglio. devo perdermi. non c'è niente di più bello che sentirsi avvolti nell'atmosfera di un concerto. io non so cosa mi sia piaciuto di più, so solo che la sera in cui The Evens hanno suonato io sono tornata a casa ed ero euforica. è stato tutto splendido. forse è merito di Ian McKaye che si pronuncia ian meccai.. è un grande, davvero.
non c'era il palco quella sera.. gli strumenti erano sullo stesso piano delle mini-panchine.. lui è entrato, ha accordato la chitarra e ci ha invitato ad avvicinarci.. eravamo really close.. parlava prima di ogni canzone, parlava lentamente e si capiva tutto.. (devo precisare che diceva cose intelligenti o ci arrivate da soli?).. io ero ipnotizzata e completamente immersa in questo sogno. appena uscita dal locale ho realizzato che una serata così potevo solo sognarla.. ma la serata l'ho vissuta davvero.. allora il sogno si è realizzato!
avevo davanti agli occhi Ian McKaye, quello dei Fugazi, proprio lui! la sua voce, la sua presenza, la sua disponibilità. mai avrei pensato di potergli stringere la mano, di potergli dire grazie.. peccato che non possa sapere cosa significa quel grazie per me.. credo comunque che lo immagini, che sappia che tutti noi eravamo lì solo per lui e per quello che rappresenta per ognuno. abbiamo tutti una storia diversa, ma l'espressione dei nostri occhi aveva qualcosa di simile.. il mio grazie significa grazie perchè The Argument dei Fugazi è stato l'unico cd che io abbia mai acquistato senza conoscere nemmeno vagamente cosa fosse il post-punk o cosa suonassero i Fugazi.. grazie perchè quel cd l'ho amato e lo amo ancora.. ma il vero significato di quel grazie non riesco ad esprimerlo a parole.. lo sento, però, quando chiudo gli occhi e mi ritrovo in macchina e sto andando a lavoro.. è lì che si nasconde il significato vero.. quando poi il tutto si collega a qualcosa di veramente personale ed intimo diventa subito più chiaro..
Ian questo non può capirlo.. non può capire perchè il cd che ho comprato dalle sue mani sia sul comodino.. a lui bastano gli sguardi scintillanti di gioia.. il resto è parte di noi.
-25-
scrivere sul blog è diventato sempre più complicato. mentre prima potevo illudermi di scrivere solo a me stessa con una formula nuova, ora è sempre più evidente anche per la mia testa bacata, che scrivo a persone che passano di qui e mi leggono.. chi per piacere, chi per abitudine, chi per dovere.. e allora diventa a tratti imbarazzante e di sicuro più difficile.
persone che conosco, persone che frequento, persone che sento..
oggi è il compleanno di qualcuno e il problema è proprio riuscire a parlarne liberamente.. riuscire a dire che c'è ancora chi mi ascolta.. riuscire ad apprezzare pubblicamente tutto quello che sei e tutto quello che rappresenti per me. nel tuo piccolo fai tantissimo e sono io che devo ringraziarti, anche oggi.
si tratta comunque soltanto di parole banali per dirti che quando soundgarden+ferrero rocher diventerà realtà, sarà indimenticabile.
auguri.
il fatto è che sono davanti al monitor con le dita che battono sulla tastiera.. ormai vanno da sole.. fanno gli errori e si autocorreggono.. le dita.. non si inizia la frase dicendo il fatto è che.. non mi piace.. ma questo non è un tema.. io non sono a scuola.. e dunque il fatto è che sono seduta su questa sedia scomoda e intorno a me vedo il buio. vedo la mia realtà che non mi propone una via d'uscita. risento nella mia testa tutte quelle voci che mi dicono cosa è meglio fare.. ma che ne sapete voi cosa è meglio per me? io lo so cos'è che mi fa star bene.. la gente.. i tramonti.. i piccoli gesti.. le parole giuste.. una città nuova che è solo un lontano miraggio.. un nome che è pura fantasia..
il fatto è che è come se fossi ingabbiata.. mi sento impossibilitata a fare qualsiasi movimento, a prendere qualsiasi decisione che possa variare la mia condizione di persona triste che non trova la propria direzione..
non riesco a deambulare come vorrei..
resto bloccata qui. tutto intorno a me gira e cambia..
io rimango ferma.
cappuccino e cornetto.
taking back sunday e basta.
LA TESSERA DEL GRUPPO NON FA DI ME UNA DI LORO
sul mio polso c'è un braccialetto, lo stesso braccialetto che hanno molte persone.. però non ci sono le lettere del mio nome, nè quelle di un altro.. c'è scritto INTER.
questo mi rende una pazza, secondo alcuni. sinceramente me ne fotto. mi preoccupo, invece, quando devo restare fuori dalla curva per quindici minuti e perdere un goal per lo sciopero del tifo a causa del decreto-Pisanu.
biglietti nominativi e caro biglietti da trasferta.
è quello che meritiamo però. sì, meritiamo di essere controllati a vista, talvolta al guinzaglio. tra di noi c'è la merda della società, ci sono quelle persone a cui interessa soltanto la violenza, il teppismo e il male dell'avversario.
è uno schifo.
e fa ancora più schifo il sistema che prova a migliorare la situazione solo con le parole! serve a ben poco lasciar passare gli elementi che potrebbero "causare problemi" e chiedere il documento d'identità a me.. non posso biasimare questi poveri omini controlla-biglietti.. è ovvio che è più semplice chiederlo a me piuttosto che a qualcun altro..
ripeto, è uno schifo.
io vado allo stadio per la mia squadra, per sostenerla sempre e comunque, per divertirmi con gli amici, il resto non esiste. la mia mentalità forse non è da ultrà.. ma se la mentalità ultrà include cori razzisti, incitazione alla violenza e lanci di fumogeni e/o razzi, sono fiera di averne un'altra.

"...da qualche parte
un giorno
dove non si saprà
dove non lo aspettate
il CHE ritornerà..". F.G.
HERE WE ARE
finalmente è consultabile on-line il blog che mai avreste voluto visitare!
il tutto è curato da due emo - girls di elevata saggezza che, per l'occasione, si spogliano dei loro abiti rosa e raccontano la musica con tanto cuore e poca competenza..
cosa si fa per campare..
volevo raccontare della giornata di ieri.. e volevo raccontare di quanto le notizie possano influire più o meno positivamente sull'umore già calpestato da alcuni piedi giganti.. tengo presente che gli argomenti variano dal banale al serio.. mi soffio il naso, maledetto raffreddore, e inizio.
..ehm..
avevo un'idea brillante per questo post..
svanita.
ho letto sul sito dell'inter, che è una squadra di calcio che seguo con particolare attenzione, per chi non lo sapesse ancora, che è tornato Nicolas Burdisso.. e i miei occhi luccicavano.. sono contenta per lui. insomma. e sono altresì contenta per l'ideatore di quell'osceno coro da stadio ideato per la coppia Burdisso-Cambiasso, perchè finalmente potrà riascoltarlo con frequenza..
ho appreso sempre dal sito dell'inter, la squadra di calcio con la maglietta nera e blu, che Lui, rigorosamente con la lettera maiuscola, è venuto a salutare gli ex-compagni.. io non so come spiegare che cosa ho pensato nel momento in cui ho visto la sua foto.. anzi, sì.. "oddio è tornato! l'abbiamo ripreso! ".. invece era solo una visita..
è da notare l'altalenarsi delle emozioni..
illusione-scoramento
un binomio di sensazioni che mi perseguita, mi segue come un'ombra imbarazzante, non mi lascia stare.
aiuto!
precipitoooo!!!
THERE WILL NEVER BE ANOTHER TONIGHT



lavorare il giorno dopo una pesante batosta tipo il 3 a 2 di ieri significa:
- alzarsi più presto del solito per fare una bella colazione a base di cioccolato per favorire il sorriso;
- uscire di casa con 25 minuti di anticipo e scoprire che per la strada ci sono solo io! si può evitare, dunque, di guardare a destra e a manca e urlare come se nulla fosse la solita napolean solo.. è ora di cambiare cd in macchina.. per dinci!
- rendersi conto che le prime parole che dico sono pura ira contro chi, con gentile e ironico tono, tenta di addolcire la mia seconda colazione, ricordandomi i due goal inutili di Giulio Croce.. ne segue una naturale acidità per le successive quattro ore verso ogni essere umano con un giornale sportivo al posto della baguette!
maledizione! sono intrattabile!
sarà la pioggia..

casa vuota.
la domenica è finita. il Gran Premio non mi ha preparato psicologicamente alle sei ore e mezza di ripetizioni di inglese, interrotte solo da una pizza dei cinesi.. che poi non capisco perchè noi i cinesi li chiamiamo giapu, che sta per giapponesi.. vabbè.. traduzioni e riassunti con termini medici.. una badilata sui reni sarebbe stata più piacevole!
la domenica è finita.
ora è lunedì; una settimana nuova che comincia, non nel migliore dei modi, ma comincia.
dovevo stirare.. ho stirato.
dovevo pulire il bagno.. ho rimandato.
mi sono fermata a ricordare, con lo sguardo fisso su questo pavimento rosa. ricordare è l'unica cosa che possa fare.
l'autunno è alle porte ormai e la sensazione di scazzo costante perchè lavoro mentre gli altri sono in vacanza lentamente scomparirà.
non andrà via, però, il segno che ha lasciato quest'estate 2005, indelebile, incancellabile come la cicatrice sul ginocchio che è rimasta dopo quella caduta davanti a casa di nonna.

continuate a gridarlo forte..
questo
NON
è
l'anno
dell'INTER!


asciugamani, costume e qualche canotta.. è tutto lì, buttato sul letto di mio fratello.. lui è già partito, così io posso approfittare di una stanza tutta mia e sentirmi quasi indipendente.. posso prendere il celluare in mano anche in piena notte e fare uno squillo, sicura che allo squillo risponderà un sms che volevo ricevere da tutto il giorno..
fare la valigia è traumatico. per me.
ogni volta mi convinco che portare qualcosa in più è la cosa migliore e puntualmente, invece, mi arrendo all'evidenza che sarebbe stato meglio non caricarsi e portare il giusto.
solo che non so qual è il giusto..
son problemi questi.
la mia macchina è piccola! è dotata di un bagagliaio inesistente e mi chiedo come faremo a far stare tutto..
intanto proviamoci!
ok, sono in partenza. sarà una breve vacanza.. sarà sufficiente..
mi giro e osservo le cose sul letto.. il kit essenziale di sopravvivenza..
manca solo la musica..
16 posti disponibili..
mi ritrovo qui.. con la mente vuota.. i pensieri in giro, da qualche altra parte.. guardo fuori dalla finestra ed è tutto buio.. tutto è in silenzio.. niente musica stasera.. le sole parole che vorrei sentire rimbalzano da un lato all'altro della mia calotta cranica.. è così da almeno una settimana.. non riesco a togliermi quella canzone dalla testa.. e non solo la canzone..
ho voglia di dire tante cose e ho voglia di non dire nulla..
sono divisa in due fette..
una fetta è confusa, molto confusa.. questa fetta però rimane sempre troppo tempo a pensare ai particolari di ogni azione quotidiana.. è razionale e cagacazzo.. parla di conseguenze..
l'altra fetta è sicura di ciò che vuole e perseverare è la sua parola d'ordine.. questa fetta è altresì consapevole che finirà male, ma preferisce passarci sopra e badare ad altro.. l'istinto è più forte di tutto.. e allora parla di Favalli, Wome, Coco e si distrae per due minuti.. già, che poi il pensiero ritorna.. mica sparisce così..
poi iniziano a dialogare tra loro, le due fette.. e quando si scambiano quattro parole, assicuro io, non si capisce nulla! bisticciano e non raggiungono nessuna conclusione..
come al solito, ha la meglio la fetta istintiva, quella che agisce e basta, quella che segue i sentimenti e fanculo al contorno!
..if I had it my way,
I'd turn the car around and runaway
just You and I..
un libro dopo l'altro